Spaccia la madre per sua moglie rifugiato smascherato dal Dna
fonte: la repubblica.it (19 luglio 2005)
OSLO - L'ha dichiarata come moglie, ma in realtà è sua madre. Smascherato dal test del Dna, ora rischia il carcere e l'espulsione dal Paese che lo ha accolto. E' accaduto a Oslo dove un iracheno, dopo aver ottenuto lo status di rifugiato per motivi umanitari, ha fatto domanda di ricongiungimento familiare.
Nei documenti consegnati alla direzione immigrazione l'uomo ha indicato che la sua presunta moglie aveva avuto due figli da un precedente matrimonio. Una volta ottenute tutte le autorizzazioni, la famiglia dell'uomo è arrivata in Norvegia sette anni fa, decidendo di stabilirsi a Lillestrom, un centro a nord-est della capitale Oslo.
La polizia ha avuto però dei sospetti sull'età della coppia e ha iniziato a indagare. All'inizio dell'anno è arrivata l'autorizzazione del magistrato per sottoporre i due al test del Dna e così è stato scoperto l'inganno che l'uomo ha poi ammesso quando è stato interrogato dagli agenti. Per aver dichiarato il falso, rischia due anni di carcere e l'espulsione dalla Norvegia.
"Quel che vogliamo sottolineare" ha detto il funzionario della polizia Jan Eirik Thomassen, "è che hanno fornito informazioni false alle autorità norvegesi". L'avvocato difensore dell'iracheno, Elisabeth Leonhardsen, invece non ha voluto aggiungere alcun particolare della vicenda, spiegando che si occuperà del caso al ritorno dalle vacanze.
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