"Mi hanno chiesto il Dna
per trovare le mie figlie"
fonte: La Repubblica.it (10 ottobre 2004)
Venerdì mattina quando ho visto alla tv le immagini dell'attentato a Taba non immaginavo che quella tragedia mi toccasse in quello che ho di più caro e che forse sotto quelle macerie c'erano anche le mie figlie. In quel momento quelle scene terribili per me erano solo una notizia del telegiornale, non sapevo che Sabrina e Jessica erano in vacanza in quell'albergo. A mezzogiorno hanno bussato alla porta, ho aperto: erano i carabinieri...". Parla con un filo di voce Denise Pomero, 45 anni, la madre delle due sorelle di Dronero disperse nella strage dell'Hilton di Taba.
Ieri mattina i carabinieri sono tornati nel suo appartamento a pochi passi dal Maxisconto, il supermercato dove lavorava Sabrina, la figlia più grande, in compagnia di un medico legale. "Hanno preso la mia saliva, mi hanno detto che servirà per la comparazione del Dna, per scoprire se tra le vittime non ancora identificate ci sono anche le mie figlie ma io spero che si sbaglino, che Sabrina e Jessica si siano salvate, siano davvero solo disperse", continua la donna sforzandosi di non piangere. Per lei l'angoscia delle ultime ore è l'ultimo atto di un dramma familiare iniziato otto anni fa con la separazione dal marito, Luigi Rinaudo. "Hanno detto che ho abbandonato le mie figlie ma non è vero. Ho lottato per averle con me. Jessica in un primo momento sembrava essere d'accordo poi anche lei come Sabrina si è schierata a fianco del padre e ha preferito restare lui".
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